ICEFIELDS PARKWAY: GUIDA COMPLETA E TAPPE IMPERDIBILI

Prima di partire per il mio viaggio nelle Rocky Mountains avevo letto moltissimo sulla Icefields Parkway, la strada che collega Jasper a Lake Louise attraversando paesaggi mozzafiato. Ovunque trovavo descrizioni entusiastiche: una delle strade più spettacolari al mondo, dicevano. Lo ammetto, pensavo fosse un’esagerazione. Poi l’ho percorsa e mi sono resa conto che ogni parola che avevo letto era vera. La Icefields Parkway non è soltanto un collegamento, è un susseguirsi di scenari che emozionano, sorprendono e commuovono per la loro bellezza.
Non a caso ho scelto di vederla due volte: una volta per intero da Jasper a Lake Louise e un’altra da Lake Louise fino ai Columbia Icefields, così da esplorare in profondità anche la parte che si trova all’interno del Banff National Park. Posso assicurare che ogni chilometro regala qualcosa di unico e che non ci si stanca mai di guidare lungo questa strada.
lunghezza e tempi di percorrenza della icefields parkway
La Icefields Parkway si estende per circa 230 chilometri nel cuore delle Montagne Rocciose canadesi. In teoria, senza mai fermarsi, bastano tre o quattro ore per percorrerla tutta. Ma sarebbe davvero un peccato affrontarla di corsa. Il bello di questo viaggio è fermarsi spesso, scendere dall’auto o dal camper, respirare l’aria fresca e lasciarsi stupire da panorami che cambiano di continuo. Per questo consiglio di dedicarle almeno un’intera giornata. Io ho impiegato molto di più, perché ogni sosta era un invito a restare ancora un po’.
segnale e isolamento
Un altro dettaglio che rende questo percorso speciale è la quasi totale assenza di segnale telefonico, fatta eccezione per un raggio di circa 1 km intorno ai Columbia Icefields. Per qualcuno potrebbe sembrare un disagio, per me è stato un valore aggiunto: niente notifiche, nessuna distrazione, solo il silenzio della natura e lo spettacolo delle montagne davanti agli occhi.
Prima di partire è importante fare rifornimento di benzina, avere con sé acqua e snack, perché i servizi lungo il tragitto sono limitati, e scaricare le mappe offline per poter navigare senza problemi durante tutto il percorso.
il periodo migliore per percorrere la icefields parkway
Il periodo ideale per percorrere la Icefields Parkway va da giugno a settembre, quando la strada è libera da neve e ghiaccio e le condizioni meteo sono generalmente stabili. In questi mesi potrai goderti i panorami al massimo, con laghi turchesi, ghiacciai e cascate facilmente accessibili, e approfittare dei sentieri escursionistici senza problemi.
Percorrere la Icefields Parkway in inverno è possibile, ma richiede maggiore attenzione. Le condizioni meteorologiche possono rendere la strada scivolosa e pericolosa, con temperature molto basse e accumuli di neve. Dal 1° novembre al 31 marzo, l’uso delle catene da neve è obbligatorio per legge, quindi è fondamentale essere preparati e guidare con prudenza.
Prima di partire, qualunque sia il periodo, è sempre consigliato verificare le condizioni aggiornate delle strade consultando il sito ufficiale 511.alberta.ca. Questo ti permetterà di pianificare soste e tempi di percorrenza in sicurezza, evitando sorprese lungo il tragitto.
tutte le tappe imperdibili lungo la icefields parkway
Lungo i 230 km della Icefields Parkway ci sono tantissimi punti in cui fermarsi e angoli che lasciano a bocca aperta. Alcune tappe sono celebri e molto frequentate, altre più nascoste ma altrettanto spettacolari. In questo paragrafo ti racconto quelle che per me non possono mancare durante un viaggio lungo questa strada incredibile, con esperienze che vanno dalle cascate impetuose ai laghi turchesi e ai ghiacciai maestosi. L’ordine delle tappe si intende percorrendo la Icefields da Jasper a Lake Louise, quindi da nord verso sud.
Athabasca Falls – La prima tappa che consiglio, partendo da Jasper lungo la Icefields Parkway, sono le Athabasca Falls. Non sono le cascate più alte della zona, ma la potenza con cui l’acqua si incanala tra le rocce lascia senza parole. Camminando lungo i sentieri che costeggiano le gole scolpite dall’acqua, si percepisce la forza della natura e la sua bellezza allo stesso tempo.
Le cascate sono molto accessibili: il parcheggio è vicino ai sentieri principali e i percorsi sono adatti a tutti, compresi bambini e persone con mobilità ridotta. Ci sono passerelle e punti panoramici sicuri che permettono di osservare la cascata da diverse angolazioni, ideali per scattare foto spettacolari.
Se hai tempo, vale la pena esplorare anche i sentieri secondari che portano a punti più appartati, dove il rumore dell’acqua è ancora più intenso e l’atmosfera più tranquilla.

Goats and Glaciers Lookout – Proseguendo lungo la strada mi sono fermata al Goats and Glaciers Lookout. Non è tra i punti panoramici più famosi, e forse proprio per questo mi è piaciuto tanto. Da qui si ha una splendida vista sui ghiacciai e sulle montagne circostanti, e il nome lascia intuire che non è raro avvistare capre di montagna. Io non sono stata così fortunata, ma l’atmosfera di pace che si respira in questo punto vale comunque la sosta.

Sunwapta Falls – Un’altra cascata che mi ha colpita lungo la Icefields Parkway è la Sunwapta Falls. Qui il fiume si divide, creando un’isoletta al centro, e poi precipita in una gola profonda, con una forza impressionante che si sente già avvicinandosi. Il paesaggio, incorniciato da abeti e rocce, è incredibilmente fotogenico e regala scorci perfetti per le foto.
La cascata è facilmente raggiungibile con un breve sentiero dal parcheggio principale, adatto a tutti e percorribile in pochi minuti. È possibile osservare le due sezioni della cascata: quella superiore, più tranquilla, e quella inferiore, dove l’acqua si getta con maggiore violenza nella gola.
È un’ottima sosta per chi viaggia lungo la Icefields Parkway, sia per una pausa rilassante sia per scattare foto spettacolari. Nei dintorni ci sono anche aree picnic, quindi può essere il luogo ideale per fare uno spuntino ammirando il panorama.

Athabasca Glacier – L’Athabasca Glacier è una delle principali attrazioni lungo la Icefields Parkway e rappresenta una delle sei lingue più importanti del Columbia Icefield. Osservarlo dal vivo è impressionante: quello che vediamo oggi è solo una parte di un ghiacciaio molto più esteso in passato. Negli ultimi 125 anni si è ritirato di oltre 1,5 chilometri, perdendo più della metà del suo volume, con un ritiro medio di circa 5 metri all’anno. Attualmente copre circa 6 chilometri quadrati e raggiunge uno spessore massimo di circa 300 metri.
Il ghiacciaio è accessibile con il Toe of Athabasca Glacier Trail, un sentiero di circa 2 chilometri con un dislivello di 90 metri. Il percorso è semplice e adatto a tutti, e permette di camminare sul terreno che un tempo era completamente coperto dal ghiaccio.
Personalmente, non consiglio le escursioni guidate sul ghiacciaio né i tour in pullman gigante che portano direttamente sulla superficie. Oltre a risultare molto affollati, credo che possano compromettere un’area già fragile e ridurre la possibilità di apprezzare il ghiacciaio con calma. Io ho preferito osservare l’Athabasca Glacier dall’esterno, ammirando la sua imponenza senza impattare direttamente sull’ambiente.

Coleman Creek – Ci sono poi tappe meno conosciute che sanno regalare momenti piacevoli. Una di queste è stata per me Coleman Creek. Non troverai orde di visitatori né passerelle affollate, ma un angolo di tranquillità dove ho trovato pace. Mi sono fermata qui con il camper a pranzare, mentre l’acqua cristallina del corso d’acqua scorreva inarrestabile. A volte non servono panorami eclatanti per godersi una sosta: bastano pochi minuti di relax in un luogo così.

Peyto Lake – Tra le tappe iconiche della Icefields Parkway c’è senza dubbio Peyto Lake. È uno dei laghi più fotografati del Canada, celebre per la sua forma che ricorda la testa di un lupo e per il colore turchese intenso che sembra irreale. Arrivare al punto panoramico principale è semplice: il sentiero è breve, accessibile a tutti e ben segnalato, con un dislivello contenuto che lo rende adatto anche a famiglie. La vista dall’alto ripaga qualsiasi piccola fatica e permette di scattare foto spettacolari.
Se vuoi godertelo in tranquillità, ti consiglio di andarci al mattino presto, prima dell’arrivo dei pullman turistici.

Bow Lake – Un’altra tappa che consiglio di non perdere assolutamente è il Bow Lake. Forse meno noto di Peyto, ma altrettanto affascinante. Io l’ho apprezzato soprattutto nel tardo pomeriggio, quando la luce scendeva e le montagne si specchiavano nelle acque tranquille del lago. Qui ci siamo fermati un po’ più a lungo e ho deciso di fare anche il bagno. L’acqua era gelida, perché arriva direttamente dal ghiacciaio, ma dopo alcuni giorni in Canada non potevo rinunciare a questa esperienza. È stato uno di quei momenti che rendono un viaggio speciale: breve, intenso e indimenticabile.

Crowfoot Glacier – Infine il Crowfoot Glacier, ultima sosta che consiglio prima di arrivare a Lake Louise. Un tempo aveva tre “dita” di ghiaccio che lo facevano sembrare davvero un’impronta di corvo. Oggi, a causa del ritiro dei ghiacci, la forma è meno evidente e somiglia più all’impronta di uno struzzo, ma resta comunque una sosta che merita. Guardare da vicino un ghiacciaio è un’esperienza che fa riflettere: la sua bellezza è straordinaria, ma allo stesso tempo è fragile e in trasformazione.
Percorrere la Icefields Parkway è un’esperienza indimenticabile: ogni curva regala panorami spettacolari e, se sei fortunato, potresti anche avvistare fauna selvatica come stambecchi, cervi, alci e orsi.
La vera magia di questa strada sta nel lasciarsi sorprendere dalla natura: basta fermarsi e osservare per vivere momenti unici. Prepara lo zaino e parti, perché la Icefields Parkway merita di essere percorsa almeno una volta nella vita.
In questo articolo trovi la mia guida completa sul Jasper National Park.
Qui invece trovi tutti i miei consigli per il Banff National Park.
